Tecnico specializzato inginocchiato a bordo piscina durante lavori di ristrutturazione: posa di piastrelle sul bordo con cazzuola, piscina parzialmente svuotata sullo sfondo. Sul pavimento visibili componenti idraulici bianchi, tubi in PVC, bocchette e raccordi. Furgone del servizio piscine e cartello 'Lavori in corso' sullo sfondo. Cantiere in giardino privato di abitazione residenziale.

Perdite d’acqua e struttura della piscina

Un leggero abbassamento del livello dell’acqua è del tutto normale, soprattutto nei periodi più caldi o nelle giornate di utilizzo intenso della piscina. Parte dell’acqua viene inevitabilmente persa a causa dell’evaporazione, degli schizzi e dell’ingresso e uscita dei bagnanti. In una piscina scoperta, questa perdita può arrivare anche a 2–3 cm a settimana senza che vi sia alcun problema strutturale.

La situazione cambia quando il calo diventa costante, improvviso o superiore alla norma. In questi casi è importante verificare rapidamente la causa, perché una perdita non individuata può compromettere la struttura della vasca, aumentare i consumi e generare danni al terreno circostante. Effettuare una corretta ricerca perdite acqua piscina permette di intervenire tempestivamente e di evitare interventi più invasivi.

Prima di entrare nel dettaglio, ecco cosa vedremo in questa guida dedicata alle perdite piscina: 

Indice della guida

  1. Identificazione di perdite d’acqua (evaporazione o perdita?).
  2. Crepe nel rivestimento o nella struttura.
  3. Perdite dagli skimmer, bocchette, tubazioni.
  4. Manutenzione e riparazione del liner.
  5. Risanamento delle fughe e delle piastrelle.

Indice

Identificazione di perdite d’acqua (evaporazione o perdita?)

Il primo passo per affrontare le perdite di acqua in piscina è capire se il calo del livello è causato dall’evaporazione o da una dispersione reale. L’evaporazione aumenta con temperature elevate, vento e utilizzo frequente della vasca, ma non provoca cali improvvisi o costanti nel tempo.

Per verificare la presenza di una perdita è possibile effettuare alcuni test semplici ma efficaci.

Il metodo più utilizzato consiste nel monitorare il livello dell’acqua in due condizioni diverse: prima con la pompa di filtrazione in funzione per 24 ore, poi con la pompa spenta per lo stesso periodo.

Se il livello scende maggiormente con l’impianto acceso, la perdita è probabilmente legata al sistema idraulico, quindi potrebbe essere necessario avviare una ricerca di perdite  nelle tubazioni. Se invece il calo è più evidente con la pompa spenta, il problema potrebbe essere nella struttura, nelle flange dei pezzi speciali o nel rivestimento della vasca.

Un altro metodo utile consiste nell’abbassare gradualmente il livello dell’acqua di circa 10 cm alla volta. Quando il livello smette di scendere da solo, significa che la perdita si trova all’altezza raggiunta. Questo test consente di individuare con maggiore precisione l’area da controllare e di intervenire per sigillare le perdite in modo mirato.

È importante evitare di riempire continuamente la vasca senza effettuare controlli: questa pratica maschera il problema e aumenta i consumi d’acqua.

Crepe nel rivestimento o nella struttura

Le crepe strutturali rappresentano una delle principali cause di perdita. Possono formarsi nel tempo a causa dei movimenti del terreno, delle variazioni di temperatura o dell’usura dei materiali. Anche una fessura molto sottile può generare una perdita significativa nel lungo periodo.

Le crepe possono comparire:

  • lungo le pareti interne della piscina;
  • nelle giunzioni tra fondo e pareti;
  • a metà altezza tra bordo e fondo;
  • lungo il perimetro esterno della vasca;
  • nel marciapiede circostante.

Quando l’acqua fuoriesce attraverso queste fessure, può provocare l’abbassamento del terreno e creare ulteriori sollecitazioni sulla struttura. Questo fenomeno, se trascurato, può ampliare le crepe e aumentare la perdita.

Le microfessure superficiali possono essere trattate con sigillanti impermeabilizzanti specifici. In presenza di crepe più ampie o attive, invece, è necessario un intervento tecnico più strutturato, che può includere resine elastiche, malte impermeabili o rinforzi con fibra di vetro. Una diagnosi accurata è sempre fondamentale per individuare il metodo migliore per sigilla perdite piscina in modo duraturo.

La problematica sopra spiegata si manifesta tipicamente nelle piscine prive di rivestimento in PVC.

Nelle piscine dotate di rivestimento in PVC, invece, eventuali perdite sono generalmente riconducibili a cause differenti, quali la perforazione del materiale — dovuta a usura, urti accidentali o agenti esterni — oppure la dissaldatura lungo le giunzioni del telo, conseguente al deterioramento nel tempo o a sollecitazioni di natura meccanica e termica.

Perdite dagli skimmer, bocchette, tubazioniv

Un’altra causa frequente di perdite acqua piscina riguarda il sistema idraulico. Skimmer, bocchette e tubazioni sono soggetti a usura e possono presentare microperdite difficili da individuare visivamente.

Alcuni segnali tipici includono:

  • il livello dell’acqua che si stabilizza sotto lo skimmer;
  • scarsa aspirazione dell’impianto;
  • presenza di aria nel circuito;
  • umidità vicino al locale tecnico;
  • cali più evidenti con la pompa in funzione.

In questi casi è necessario effettuare una ricerca perdite tubazioni piscina mediante prova di pressione o utilizzo di coloranti traccianti. Le tecnologie moderne consentono anche il risanamento interno dei tubi senza demolizioni, riducendo tempi e costi.

Particolare attenzione va prestata alle guarnizioni degli skimmer, ai raccordi delle bocchette e alle connessioni del sistema di filtrazione. Queste zone sono soggette a movimenti e vibrazioni che nel tempo possono compromettere la tenuta.

Manutenzione e riparazione del liner

Il liner è uno degli elementi più importanti per garantire l’impermeabilità della piscina. Tuttavia, è anche soggetto a usura, microforature e tagli che possono causare perdite.

Per prevenire problemi è fondamentale mantenere l’equilibrio chimico dell’acqua. Il pH dovrebbe rimanere tra 7,0 e 7,4 e il livello di cloro entro i valori consigliati. Un’acqua troppo aggressiva può indebolire il materiale e favorire la formazione di microfessure. Per approfondire i parametri ideali e capire come mantenerli stabili, consulta la guida dedicata alla qualità dell’acqua in piscina.

Altre buone pratiche includono:

  • evitare oggetti appuntiti in piscina;
  • utilizzare spazzole morbide per la pulizia;
  • non versare prodotti chimici direttamente sul liner;
  • mantenere costante il livello dell’acqua;
  • utilizzare coperture protettive quando la piscina non è in uso.

In presenza di piccole forature è possibile utilizzare kit di riparazione specifici, applicabili anche sott’acqua. Se il liner presenta screpolature diffuse o perdita di elasticità, è consigliabile sostituirlo per ripristinare completamente la tenuta e prevenire nuove perdite d’acqua in piscina.

Risanamento delle fughe e delle piastrelle

Nelle piscine piastrellate, le perdite possono derivare da fughe deteriorate o piastrelle distaccate. Con il tempo, le malte impermeabili possono perdere elasticità e diventare porose, permettendo infiltrazioni.

Le problematiche più comuni sono:

  • fughe consumate o crepate;
  • piastrelle che si staccano;
  • fessure nel massetto;
  • infiltrazioni lungo i bordi della vasca.

Le fughe danneggiate possono essere ripristinate con malte flessibili impermeabilizzanti. Le piccole crepe possono essere sigillate con mastici poliuretanici, mentre per danni più estesi è necessario un intervento professionale.

Individuare tempestivamente queste problematiche permette di intervenire rapidamente e di sigillare le perdite prima che il problema si estenda alla struttura. In caso di crepe superiori a 2 mm o di infiltrazioni persistenti, è sempre consigliato rivolgersi a uno specialista per una diagnosi approfondita.

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