Alghe e contaminazione biologiche in piscina

Alghe in piscina cosa fare?

Uno dei problemi più comuni nella manutenzione di una piscina è la presenza di alghe e di contaminazioni biologiche che possono rendere l’acqua torbida e poco sicura per la balneazione. 

Riconoscere il problema è il primo passo per intervenire in modo efficace. In questa guida vedremo cosa fare quando si presentano alghe in piscina, come eliminarle in modo efficace e come prevenirne la formazione. Analizzeremo inoltre come evitare la formazione di biofilm e quali prodotti utilizzare per mantenere l’acqua della piscina pulita e sicura.

  1. Alghe verdi, nere, gialle/mustard 
  2. Formazione di biofilm
  3. Presenza di batteri e virus 
  4. Trattamenti antialghe preventivi e curativi

Indice

Alghe verdi, nere, gialle/mustard

Riconoscere il tipo di alga presente in piscina è il primo passo per intervenire correttamente e prevenire nuove contaminazioni. Le alghe in piscina possono infatti presentarsi in forme diverse, con caratteristiche che aiutano a identificarle e a scegliere il trattamento più adatto.

 

Alghe verdi

Le alghe verdi in piscina si presentano generalmente come una patina verdastra e scivolosa che si attacca sul fondo e sulle pareti e piano piano rendono tutta l’acqua verde, sono le più comuni.

Queste alghe tendono a svilupparsi quando le condizioni dell’acqua non sono ottimali, ad esempio in presenza di bassa concentrazione di disinfettante, scarso ricircolo dell’acqua, pH troppo alto, filtrazione insufficiente o accumulo di sostanze organiche. Un errore comune e spesso sottovalutato è l’accumulo di acido cianurico. Sebbene serva a proteggere il cloro dai raggi UV, un suo eccesso provoca il fenomeno del ‘blocco del cloro’: il disinfettante rimane ‘intrappolato’ e non riesce a igienizzare l’acqua correttamente. In questi casi, i normali dosaggi risultano inefficaci e l’unica soluzione risolutiva è spesso il rinnovo parziale dell’acqua della piscina. 

Fortunatamente sono anche le più semplici da eliminare. 

Per rimuovere rapidamente le alghe verdi, il primo step è controllare i seguenti valori dell’acqua:

  • Acido cianurico
  • Ph
  • Cloro
  • Fosfati

Vediamo come procedere una volta che abbiamo rilevato i valori :

Valore acido cianurico (soglia raccomandata 30-50 ppm) 

Il valore risulta troppo basso: Si consiglia di aumentarlo aggiungendo dicloroisocianurato oppure acido cianurico. 

Il valore risulta troppo alto: si raccomanda di effettuare almeno un cambio parziale dell’acqua e di utilizzare prodotti ossidanti che non contengano acido cianurico, come il calcio ipoclorito, per fare trattamenti shock

Valore pH (soglia raccomandata 7,2-7,6)

Se il valore è troppo basso: è necessario aumentare il pH utilizzando pH Plus. Per i dosaggi fare sempre riferimento a quanto indicato sulla confezione del prodotto, poiché possono variare a seconda del prodotto utilizzato.

Se il valore è troppo alto: è necessario diminuire il pH utilizzando pH Minus. Anche in questo caso, per i dosaggi fare sempre riferimento alle indicazioni riportate sulla confezione del prodotto, poiché possono variare a seconda del prodotto utilizzato.

Valore Cloro (soglia raccomandata 1.0 e 1.5 ppm)

Se il valore è troppo basso: Quando il cloro è troppo basso, la piscina perde la sua protezione contro batteri e alghe. Per risolvere l’emergenza, procedi con una clorazione d’urto correttiva. Attenzione alla scelta del prodotto: usa il dicloroisocianurato se hai bisogno di stabilizzare l’acqua, oppure il calcio ipoclorito se l’acido cianurico è già elevato (per non saturare ulteriormente l’acqua). Ricorda di consultare sempre l’etichetta per il dosaggio esatto in base ai metri cubi della vasca, poiché ogni marca ha concentrazioni differenti. Un’azione tempestiva previene la formazione di biofilm e il viraggio dell’acqua verso il verde. 

Se il valore è troppo alto: livelli eccessivi di cloro rendono l’acqua corrosiva e irritante. Per ripristinare l’equilibrio, favorisci l’evaporazione naturale rimuovendo le coperture o utilizza prodotti specifici per la neutralizzazione chimica del cloro residuo. 

Valore Fosfati (soglia raccomandata 100-125 ppb )

I fosfati fungono da nutriente (“fertilizzante”) per le alghe. Mantenere il loro livello basso riduce drasticamente il rischio di acqua verde e migliora l’efficacia del cloro.

Se il valore è alto: è necessario eliminarli utilizzando un eliminatore di fosfati per piscine, ideale anche per trattamenti shock contro alghe persistenti.

Una volta corretta la chimica, deve essere rimosso fisicamente il problema:

Spazzolatura: passare energicamente pareti e fondo con la spazzola per pareti, in modo da staccare il biofilm algale e metterlo in sospensione. 

Filtrazione H24: Lascia l’impianto acceso per 24 ore consecutive. Lo sporco deve passare dal filtro per essere rimosso.

Aiuto Extra (Flocculante/Coagulante): Per accelerare il processo, usa un coagulante. Agisce come un “magnete” che raggruppa le micro-particelle di alga morta, rendendole abbastanza grandi da essere intrappolate dal filtro o aspirate dal fondo.

 

Alghe nere

Le cosiddette alghe nere sono in realtà cianobatteri, microrganismi che producono autonomamente il proprio nutrimento. Per questo motivo riescono a crescere anche in condizioni difficili e sono tra le contaminazioni biologiche più difficili da eliminare.

Si presentano come piccole macchie scure o nere, spesso ben aderenti alle superfici della piscina. Questi organismi sviluppano una sorta di membrana protettiva che li rende particolarmente resistenti ai trattamenti chimici. 

Le cause principali della loro comparsa sono scarsa circolazione dell’acqua, squilibri chimici persistenti, filtrazione insufficiente e condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione. 

Come per le alghe verdi il primo step è controllare e regolare valori dell’acqua :

  • Acido cianurico
  • Ph
  • Cloro
  • Fosfati

Per eliminarle prima di effettuare i dosaggi dei prodotti chimici è necessario spazzolare energicamente le superfici, per rompere la loro protezione che è una una membrana impermeabile.

Si consiglia di utilizzare un alghicida specifico per alghe nere.

Una volta corretta la chimica e rimossa la membrana di protezione delle alghe nere, deve essere rimosso fisicamente il problema:

Filtrazione H24: Lascia l’impianto acceso per 24 ore consecutive. Lo sporco deve passare dal filtro per essere rimosso.

Aiuto Extra (Flocculante/Coagulante): Per accelerare il processo, usa un coagulante. Agisce come un “magnete” che raggruppa le micro-particelle di alga morta, rendendole abbastanza grandi da essere intrappolate dal filtro o aspirate dal fondo.

 

Alghe gialle o mustard

Chiamate anche alghe mustard, hanno un aspetto molto diverso dalle altre. Si presentano come un deposito fine simile a sabbia o polline, generalmente accumulato negli angoli meno esposti alla luce del sole.

A differenza delle alghe verdi, non sono viscide. Quando vengono spazzolate si disperdono facilmente nell’acqua formando una nube polverosa. Se non trattate correttamente, possono entrare nel sistema di filtrazione e accumularsi nei filtri. Per questo motivo è fondamentale intervenire tempestivamente con una buona pulizia della piscina, una corretta manutenzione dell’impianto di filtrazione e l’utilizzo di prodotti antialghe specifici.

Per risolvere il problema, controllare e correggere la chimica dell’acqua, dopo di che:

Spazzolatura: passare pareti e fondo con la spazzola per pareti, in modo da staccare le alghe e mandare tutto in sospensione.

Filtrazione H24: Lascia l’impianto acceso per 24 ore consecutive. Lo sporco deve passare dal filtro per essere rimosso.

Aiuto Extra (Flocculante/Coagulante): Per accelerare il processo, usa un coagulante. Agisce come un “magnete” che raggruppa le micro-particelle di alga morta, rendendole abbastanza grandi da essere intrappolate dal filtro o aspirate dal fondo.

Formazione di biofilm

Oltre alle alghe, in piscina possono svilupparsi anche biofilm, contaminazioni biologiche meno evidenti ma molto resistenti. Il biofilm è uno strato sottile e appiccicoso che si forma sulle superfici della piscina ed è composto da colonie di microrganismi come batteri, funghi e alghe. Questi organismi producono una vera e propria barriera, rendendo la colonia più resistente ai normali trattamenti chimici.

Per prevenirlo è importante mantenere i parametri dell’acqua equilibrati, soprattutto il pH, ridurre la presenza di fosfati (nutrienti per alghe e batteri), spazzolare regolarmente fondo e pareti e garantire un sistema di filtrazione efficiente.

Presenza di batteri e virus

Oltre ad alghe e biofilm, l’acqua della piscina può ospitare anche batteri, virus e parassiti se i parametri di disinfezione non sono correttamente mantenuti. 

Secondo diverse analisi sulla qualità igienica delle piscine, l’ingestione accidentale di acqua contaminata può provocare infezioni gastrointestinali causate da parassiti come Cryptosporidium, particolarmente resistente al cloro. Anche le orecchie possono essere esposte a batteri come Staphylococcus aureus, responsabile della cosiddetta otite del nuotatore, mentre il contatto prolungato con acqua e umidità può favorire infezioni fungine.

Per ridurre il rischio è fondamentale mantenere corretti livelli di disinfettante, garantire una filtrazione efficiente e adottare buone pratiche igieniche.

Trattamenti antialghe preventivi e curativi

La prevenzione è una parte fondamentale nella gestione delle alghe in piscina. Mantenere l’acqua pulita e i parametri chimici equilibrati riduce infatti in modo significativo il rischio di proliferazione delle alghe. Per approfondire come mantenere i valori corretti dell’acqua, puoi consultare la nostra guida sulla qualità dell’acqua in piscina.

Alcune buone pratiche di manutenzione prevedono:

  • Disinfezione e disincrostazione del letto filtrante dei filtria sabbia ad inizio stagione
  • Pulire regolarmente il filtro, uno degli elementi più importanti dell’impianto, per evitare accumuli di sporco e sostanze organiche.
  • Spazzolare regolarmente fondo e pareti della piscina per rimuovere depositi e residui.
  • Gestire i fosfati, che rappresentano una fonte di nutrimento per le alghe: se i livelli sono elevati è consigliabile utilizzare prodotti specifici per la loro rimozione.
  • Utilizzare prodotti antialghe preventivi, che aiutano a interrompere il processo di crescita delle alghe prima che diventino visibili.
  • Controllare valore acido cianurico 

Quando le alghe sono già presenti è invece necessario intervenire con trattamenti curativi. In generale si procede con:

  • Controlavaggio del filtro, per rimuovere residui e impurità accumulati nell’impianto.
  • Trattamento shock con cloro o calcio ipoclorito, per eliminare le colonie di alghe presenti nell’acqua.
  • Dopo almeno 24 ore spazzolatura di fondo e pareti, così da staccare le alghe, ormai morte, dalle superfici.
  • Utilizzo di un alghicida specifico, scelto in base alla tipologia di alga presente.
  • Per accelerare il processo, utilizzo di un coagulante/flocculante. Aumenta velocità di filtrazione.

Per concludere, evitare la comparsa delle alghe è possibile solo attraverso tre pilastri: controllo frequente dei valori dell’acqua, pulizia accurata di fondo e pareti e, soprattutto, un’efficiente cura del filtro a sabbia. Non basta che il filtro sia attivo; è necessario che il suo letto filtrante sia pulito e disinfettato periodicamente. Un filtro sporco o intasato, infatti, diventa paradossalmente il primo luogo di coltura per i batteri e le alghe che poi si diffonderanno in tutta la piscina.

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